Home » Senza categoria » Casa & Famiglia: la mia su matrimonio, figli, Dio, libertà e altre cose poco importanti.

Casa & Famiglia: la mia su matrimonio, figli, Dio, libertà e altre cose poco importanti.

Negli ultimi dieci anni ho cambiato 3 nazioni, 5 città, diversi lavori, e innumerevoli case. Ho fallito 3 relazioni, a patto che una relazione finita debba per forza considerarsi un fallimento.
Mia madre, in compenso, ha smesso di chiedermi quando mi sposo e ogni volta che mi vede mi chiede: “Sei felice, ora?”.
I miei amici di una vita, quando mi incontrano per strada a Avezzano mi dicono: “Sei ad Avezzano.” Con un tono che non è ne’ una domanda, dato
che la riposta è auto-evidente, né uno statement che richieda un qualche approfondimento; ma più che altro una constatazione. Del tipo “Ah ok, sei qui. Brava.”
I miei vestiti sono sparsi per quattro case: quella di mia madre, quella di mio fratello, quella che ho preso a Parigi, e quella dell’anima pia di turno che decide di ospitarmi all’occorrenza a Roma o dovunque mi trovi in quel momento per lavoro.
Ogni tanto viaggio per cercare me stessa. Per fortuna non mi trovo mai.
Siccome tra le altre cose faccio un lavoro importante, le persone spesso chiedono la mia opinione su questo, o quest’altro argomento.
Quando famiglie senza casa occupano spazi sfitti da decenni, istintivamente mi ritrovo a pensare che sia giusto così, poi c’è sempre l’interlocutore di turno che mi dice che “la questione è molto più complicata di così”, e allo- ra io mi dico che sarebbe bello, però, se a volte le cose fossero più semplici, di così.
Quando mi chiedono se sono d’accordo sul matrimonio gay, mi viene subito da ridere all’idea che qualcuno pensi si debba avere un’opinione su una cosa del tutto inopinabile.
E’ come dire “Piove, sei d’accordo?”
Famiglia tradizionale? I miei genitori non sono insieme da che io ho ricordi. Non sono una di quelle che hanno avuto il “trauma del divorzio”, e mi è sembrato piuttosto normale quando entrambi si sono innamorati di altre persone.
La coerenza non è mai stata un mio problema, e diffido profondamente di chi dice “è una questione di principio” e professa coerenza a destra e manca.
Da grande mi vedo ancora appassionata del mio lavoro; sposata, con due figli, e una casa mia. Poi mi ricordo che sono grande. E un po’ mi viene da sorridere.
Il matrimonio lo vedo come una grande festa, con il karaoke stonato e la musica brutta, in cui dire al mondo intero che ho scelto la persona che ho scelto perché la amo, è la migliore per me, e voglio starci tutta la vita. Dietro deve esserci un filmino dove scorrono una serie di foto di dubbio gusto; gli amici stretti devono fare dei discorsi dove raccontano aneddoti ridicoli, dicono che siamo la coppia più bella del mondo, e ci augurano un sacco di felicità; nel frattempo si commuovono e ci commuoviamo anche noi.
Quando mi chiedono se credo in Dio, dico che non lo so se si chiama Dio; ma di sicuro qualcosa c’è. Non so se sia esattamente quello che penso, ma mi piace dirlo e mi pare suoni parecchio bene.
La vera libertà, per me, è la possibilità di scegliere. Chi essere, chi amare, dove vivere, cosa diventare. Chi ha una simile libertà è fortunato. E ha il dovere di tenerlo presente anche nei momenti, tanti, in cui tanta libertà fa paura. E deve tenerlo presente di fronte a chi lascia casa propria, perché tale scelta non ce l’ha, e ne cerca un’altra di casa: quella in cui essere libero.
Famiglia per me è quella di ieri, unita agli amici vecchi e nuovi, e a quella che un giorno costruirò.
Casa? Casa è dove sono io.