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Tutto con amore.

Fino adesso ho vissuto forse un millesimo di quello che la vita mi riserva, ma l’ho vissuto così intensamente che se metto insieme i pezzi si spacca il cuore tanto è forte la botta, forse per questo non lo faccio mai. Ma oggi ho deciso di provarci, che a metterne insieme anche solo alcuni mi accorgo di che meraviglia è la vita, con i suoi cerchi magici aggrovigliati che mi hanno portato fino a qui.

Ho amato senza risparmiarmi e ho ricevuto in cambio altrettanto amore e anche il nulla, ho perdonato più volte e più in fretta di quanto meritassero, ho perso più telefoni, treni e aerei di quanti me ne potessi permettere. Mi è capitato spesso di provare una gioia sincera e profonda di fronte ai successi degli altri, e di questo vado molto fiera.

Ho ballato in mezzo ai campi e in fabbriche abbandonate, in riva al mare, sul tetto di una jeep, in un castello francese, in una chiesa sconsacrata, nel salone di un palazzo d’epoca vestita da principessa. Ho conosciuto vagabondi, tossicodipendenti, grandi luminari, manager di successo, politici e ambasciatori, e ho scoperto che siamo tutti più simili di quanto vogliamo credere. Forse è questo che ci spaventa più di ogni altra cosa, l’idea di non essere, in fondo, poi così unici e speciali.

Ho visto il mio nucleo familiare spaccarsi e ricostituirsi in forme diverse e quasi sempre meravigliose; ho cambiato idea milioni di volte e non ho mai preteso, dagli altri, coerenza. Ho scoperto troppo presto l’impotenza di fronte alla perdita di chi ami, ma ho imparato che nella vita tutto passa, davvero tutto.

Ho scoperto che a vedere sempre il bello nelle persone non si perde nulla, che la delusione non varrà mai quanto la possibilità che questa, per non deluderti, finisca per tirarlo fuori, il bello. Ho dato e ricevuto una seconda occasione, anche una terza e una quarta. Ho passato più di una notte sveglia per finire un libro, e suonare il pianoforte.

Ho scritto lettere d’amore e d’amicizia, ho visto il Buddha dormiente, ho suonato Debussy sotto un cielo stellato, mi sono fatta sei ore di pullman in Thailandia con una gabbia di polli e una capra sul sedile di fianco. Ho pianto davanti a centinaia di film che non facevano piangere e ho guardato le stelle sdraiata sul tetto di un bungalow in Malesia.

Ho fatto l’Inter rail quando ancora esisteva l’Inter rail, ho letto le lettere originali scritte da Eisenhower, Kennedy e Johnson quando erano presidenti, ho discusso di politica e del senso della vita, fino a notte fonda con persone di tutte le razze e religioni. Mi è capitato di cambiare idea. Non ho avuto mai mezze misure, mai.

Ricordo ancora il giorno, a quattordici anni, in cui ho capito con certezza di essere un puntino minuscolo in un universo enorme e variegato. Il resto del tempo lo passo a cercare di non dimenticarlo.

Ho detto molti più si che no, di alcuni mi sono pentita, ma magari mi sarei pentita anche dei no. Ho viaggiato in tre continenti diversi per un tempo sufficiente da stamparmene un pezzo nell’anima, mi sono persa e ritrovata centinaia di volte, ho riso fino a non riuscire quasi più a respirare.

Impegnarmi, a fondo. Su tutto. Fare le cose con amore.

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